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Sponsorizzazioni: il contratto di abbinamento

Il contratto di abbinamento, tipologia contrattuale particolarmente diffusa in sports quali: basket, rugby, pallavolo e ciclismo, è una particolare tipologia di sponsorizzazione che consiste nel cambio di denominazione della squadra sponsorizzata sostituendo o affiancando al nome originario quello dello sponsor o del marchio.

Tali contratti permettono una divulgazione più efficace dell’immagine aziendale tramite un rapporto di identificazione diretta squadra/azienda.

Resta inteso che un contratto di abbinamento non pregiudica in alcun modo l’autonomia gestionale e decisionale dello sponsorizzato.

Tra le clausole più comuni si riscontra l’impegno ad apporre il marchio dello sponsor anche sulle divise e sull’abbigliamento in uso alla squadra ed eventuali clausole di esclusiva rispetto alla presenza di altri sponsor.

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Bitcoin: cambio valuta esente da IVA

Secondo la Corte di Giustizia Europea le operazioni consistenti nbitcoinel cambio di valute tradizionali nella valuta virtuale, dietro pagamento del corrispettivo rappresentato dal margine spettante all’operatore, costituiscono prestazioni di servizi esenti dall’Iva.

La Corte è stata interpellata, in primis, per accertare se i servizi di cambio di valute tradizionali in bitcoin, valuta usata principalmente fra privati nelle transazioni in rete, effettuati a fronte del pagamento di una somma corrispondente al margine ricavato dalla società, costituisca o meno un’operazione rilevante ai fini dell’imposta sul valore aggiunto e, dopo avere precisato che il bitcoin, al pari delle valute, non può essere qualificato come un bene materiale, essendo solo mezzo di pagamento, la Corte ha escluso che le operazioni in esame siano qualificabili come cessioni di beni e chiarito che integrano, però, la nozione di prestazione di servizi a titolo oneroso ai sensi della direttiva Iva.

La seconda questione intendeva verificare, invece, se nel caso in cui rientrino nella sfera di applicazione dell’Iva, tali operazioni siano imponibili, oppure beneficino di qualcuna delle esenzioni previste per le operazioni creditizie e finanziarie. Ecco, infatti, che per la Corte la fattispecie rientra nell’esenzione ex lett. e) art. 135 per le operazioni relative a «divise, banconote e monete con valore liberatorio», trattandosi di mezzi di pagamento alternativi accettati nelle transazioni.

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Indennizzi per alluvioni e xylella a favore delle imprese agricole

Il ministero delle Politiche agricole ha disposto un intervento per i danni derivanti dal batterio xylella fastidiosa, dal dryocosmus kuriphilus (cinipide del castagno) e della flavescenza dorata – riservato agli operatori colpiti per oltre il 30% della produzione lorda vendibile (decreto del Ministero delle Politiche agricole del 7.09.2015).

L’istanza va presentata entro tre anni dalla data in cui sono stati registrati costi e perdite, mentre l’erogazione sarà effettuata entro quattro anni da tale data. Gli aiuti saranno pagati direttamente all’azienda richiedente e si limiteranno, è bene sottolinearlo, ai costi e ai danni causati dagli organismi nocivi di cui è stata ufficialmente riconosciuta la presenza.

Non è contemplata la prevenzione.

Massimo indennizzo: 80% dei costi ammissibili; 90% nelle zone soggette a vincoli naturali. Un aiuto sostanziale alle aziende gravemente colpite.

finanza agevolata, News

Bonus gasolio: invio richiesta entro il 31.10

Il D.P.R. n. 277/2000 prevede un’agevolazione fiscale a favore degli esercenti le attività di autotrasporto merci (per conto terzi o in conto proprio), che consiste in un credito d’imposta pari agli incrementi dell’aliquota di accisa sul gasolio per autotrazione rapportata ai consumi di tale prodotto nei periodi di riferimento.

I consumi vanno documentati con fattura di acquisto.

Il credito d’imposta, sempreché di importo non inferiore a 25 euro, può essere utilizzato dal beneficiario in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997, oppure può essere chiesto a rimborso.

L’agevolazione sul gasolio per uso autotrazione nel settore dell’autotrasporto, c.d. “caro petrolio” è riconosciuta agli autotrasportatori con veicoli di massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate. Si precisa che la Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014, art.1, comma 233) ha ristretto il campo di applicazione dell’agevolazione in esame escludendone il gasolio consumato dai veicoli di categoria Euro 0 o inferiore, caratteristica del mezzo che a decorrere dal 1° gennaio 2015 preclude l’accesso al trattamento agevolato.

A tale riguardo, considerato che la disciplina comunitaria definisce le categorie dei veicoli a partire da “Euro 1”, sono classificabili come appartenenti a quelle “Euro 0 o inferiore” i veicoli la cui carta di circolazione non riporta alcun riferimento alla normativa dell’Unione Europea.

La dichiarazione di consumo può essere presentata per via telematica tramite il servizio E.D.I. (per il quale è necessaria l’abilitazione) o in forma cartacea.

Gli utenti interessati a trasmettere le proprie dichiarazioni per mezzo del Servizio Telematico Doganale – E.D.I., per la predisposizione dei file relativi possono:

  • utilizzare il software presente sul sito internet dell’Agenzia delle Dogane nella sezione “Accise – Benefici per il gasolio da autotrazione – Benefici gasolio autotrazione 3° trimestre 2015”;
  • oppure, fare riferimento al “tracciato record”, pubblicato sul sito della stessa Agenzia nella sezione “Accise – Benefici per il gasolio da autotrazione – Benefici gasolio autotrazione 3° trimestre 2015 – Software gasolio autotrazione 3° trimestre 2015”, per predisporre autonomamente i file da inviare.

Per i soggetti che non si avvalgono del Servizio Telematico Doganale – E.D.I., invece, il contenuto della dichiarazione di consumo presentata in forma cartacea e resa ai sensi degli artt. 47 e 48 del D.P.R. n. 445/2000 deve essere riprodotto su supporto informatico (CD-rom, DVD, pen drive USB) da consegnare unitamente alla dichiarazione cartacea. Come già precisato con la Circolare n. 125/D del 20.06.2000, sono competenti alla ricezioni delle dichiarazioni cartacee:

  • per le imprese nazionali: l’Ufficio delle Dogane territorialmente competente rispetto alla sede operativa dell’impresa o, nel caso di più sedi operative, quello competente rispetto alla sede legale dell’impresa o alla principale tra le sedi operative;
  • per le imprese comunitarie obbligate alla presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia: l’Ufficio delle Dogane territorialmente competente rispetto alla sede di rappresentanza dell’impresa;

per le imprese comunitarie non obbligate alla presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia: l’Ufficio delle Dogane di Roma I

L’utilizzo in compensazione del credito (codice tributo “6740”) è possibile entro il 31.12 dell’anno successivo a quello in cui il credito è sorto (prima, invece, il credito doveva essere utilizzato in compensazione entro l’anno solare in cui era sorto), quindi, per il credito sorto nel 2015, entro il 31.12.2016.

Per la fruizione dell’eventuale eccedenza, poi, occorre presentare richiesta di rimborso entro i 6 mesi successivi a tale anno, quindi, per il credito sorto nel 2015, entro il 30.06.2017.

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Prodotti agricoli: venderli a cielo aperto è sempre consentito

Sulla vendita dei prodotti agricoli a cielo aperto, il ministero delle Politiche agricole FRUTTAalimentari e forestali (Mipaaf) ha fatto chiarezza: essa è sempre e ovunque consentita, purché l’imprenditore ne abbia la legittima disponibilità. La difficoltà di interpretazione nasce da un pronunciamento della Dg per il mercato e la concorrenza del ministero dello Sviluppo economico (Mise), secondo cui la vendita non può avvenire fuori dall’azienda.

La materia – rivendicata dal Mipaaf – “è di interesse diffuso sia da parte degli imprenditori agricoli che delle amministrazioni comunali nei cui territori si intende svolgere l’attività di vendita”. Il nodo è collegato alla definizione di azienda: con questo termine si intende il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa.

Non c’è dubbio che ricada nella lista dei beni aziendali anche una superficie o un’area nella disponibilità dell’imprenditore agricolo in virtù di un titolo legittimo e destinati all’esercizio della vendita diretta. Insomma, se tale area o superficie è diversa dai terreni su cui è svolta l’attività di produzione, ciò non è un ostacolo alla vendita

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Aiuti agli agricoltori: anticipi fino al 70% sulla Pac 2015

Dal 16.10.2015, come stabilito dalla circolare della Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), è previsto il pagamento anticipato del 70% sulla Pac 2015, cioè per quanto riguarda le domande presentate nell’anno in corso.

Tuttavia, non è possibile pagare l’anticipo qualora in una domanda di aiuto vi sia una discordanza superiore al 20% tra la superficie dichiarata e quella determinata. Inoltre, in ogni caso l’anticipo erogato non può eccedere il limite massimo del 70% di euro 500 mila. L’accelerazione dei pagamenti, impartito ad Agea con direttive ministeriali, tiene conto delle difficoltà in cui versano numerose aziende agricole.

Sono infine esclusi dal pagamento anticipato tutti i beneficiari per i quali sono rilevate anomalie che non consentono il pagamento del regime degli aiuti diretti. Al fine di consentire agli organismi pagatori il completamento delle istruttorie ed evitare pagamenti indebiti, sono altresì esclusi dal pagamento dell’anticipo gli agricoltori cedenti che hanno effettuato un trasferimento.

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Rca: niente più tagliando

Dal 18 ottobre 2015, non si dovrà più esporre sul parabrezza della propria auto il Assicurazione-Autocontrassegno assicurativo. Il controllo della copertura assicurativa, infatti, verrà effettuato dalle Forze dell’Ordine – con l’aiuto di strumenti tecnologici – attraverso il riconoscimento della targa.
La novità, contenuta nel D.L. n. 1/2012, si è resa necessaria a causa del verificarsi di casi sempre maggiori di contrassegni falsificati. Di conseguenza è molto elevato anche il numero di veicoli che circolano senza regolare copertura: secondo una stima dell’ANIA, nel 2014 circa 3.900.000 veicoli (pari all’8,7% del totale) viaggiavano in Italia senza assicurazione. Con i controlli elettronici invece sarà quasi impossibile circolare sprovvisti di assicurazione senza essere individuati dalle Forze dell’Ordine.
Questi ultimi, in particolare, verificheranno se il numero di targa è presente nella banca dati dei veicoli assicurati istituita presso la Motorizzazione Civile, direttamente nel corso di un posto di blocco o su segnalazione dei dispositivi elettronici di rilevazione a distanza come autovelox, tutor, telepass e telecamere ZTL.
Ogni volta che verrà stipulata una nuova polizza o verrà effettuato un rinnovo, la compagnia di assicurazione dovrà inviare le informazioni alla banca dati delle coperture assicurative creata dall’ANIA denominata “Sita”. Da questo sistema le informazioni confluiranno nel database della Motorizzazione Civile che contiene i dati sui veicoli immatricolati.
L’incrocio delle informazioni contenute nelle due banche dati consentirà alle Forze dell’Ordine di sapere, in pochi secondi, chi è regolarmente assicurato e chi è sprovvisto di assicurazione.
Ulteriore fondamentale novità è l’obbligo per le compagnie di comunicare, in tempo reale, le informazioni sulle nuove coperture o sui rinnovi di polizza alla banca dati. In questo modo, anche pochi minuti dopo la stipula del contratto è possibile circolare senza il pericolo di essere segnalati come trasgressori.
Qualora l’automobilista venisse sorpreso senza assicurazione è soggetto a una sanzione che va da un minimo di 841 euro a un massimo di 3.336 euro, oltre al sequestro del veicolo, che viene prelevato, trasportato e depositato in luogo non soggetto a pubblico passaggio.
In tal caso, infatti, ad essere infranto è l’art. 193 del Codice della Strada (“Obbligo dell’assicurazione di responsabilità civile”) il quale al comma 1 stabilisce che “i veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di legge sulla responsabilità civile verso terzi”.