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Rimborsi Iva Prioritari

Estesa anche alle imprese di pulizia, demolizione, installazione (e manutenzione) di impianti e completamento di edifici la normativa relativa ai rimborsi prioritari Iva.

A norma dell’art.17 comma 6 lett. a-ter) Dpr 633/72 le suddette operazioni sono soggette all’applicazione del reverse charge a decorrere dal 01 Gennaio 2015 e ciò comporta, per le aziende che svolgono dette prestazioni, una situazione cronica di credito Iva.

Grazie all’emanazione del DM 29.04.2016, a decorrere dalle richieste di rimborso relative al secondo trimestre 2016, il cui termine scade il 31.07.2016, le aziende con i seguenti presupposti:

  • l’attività è svolta da più di 3 anni,
  • il rimborso è pari ad almeno 3.000 euro (10.000 per l’Iva annuale),
  • il rimborso sia almeno pari al 10% degli acquisti del periodo cui la richiesta si riferisce,

saranno ammesse alla procedura di rimborso prioritario Iva.

Per consulenze personalizzate non esitate a contattarci.

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Vendite in blocco

Per vincere la presunzione di cessione in evasione IVA, l’azienda può effettuare una vendita “in blocco”, ossia una cessione per quantitativi ingenti, ad un prezzo complessivo, senza distinguere il prezzo del singolo bene; tali vendite devono risultare documentate:

  • dalla fattura di vendita;
  •  dal documento di trasporto di cui al D.P.R. 472/1996, progressivamente numerato, da cui risulti la natura e la quantità dei beni, nonché la sottoscrizione del cessionario che attesti la ricezione dei beni stessi.

Il cedente deve inoltre annotare sull’esemplare del documento di trasporto in suo possesso, l’ammontare complessivo del costo sostenuto per l’acquisto dei beni ceduti; tale costo, oltre che direttamente dalle fatture di acquisto, può essere determinato anche con i criteri di valutazione delle rimanenze di magazzino (utilizzando i vari metodi ammessi dall’art. 92 del TUIR).

Art. 2 D.P.R. n. 441/1997

I beni non esistenti presso l’azienda per effetto di vendite in blocco o di operazioni similari secondo la prassi commerciale risultano, oltre che dalla fattura di cui all’articolo 21 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, anche dal documento previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 472 del 1996, progressivamente numerato, da cui risulti natura e quantità dei beni, nonché la sottoscrizione del cessionario che attesti la ricezione dei beni stessi. Il cedente annota, altresì, soltanto nell’esemplare del documento di trasporto in suo possesso, l’ammontare complessivo del costo sostenuto per l’acquisto dei beni ceduti.

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Dichiarazioni di Intento e Dogane

Con la recente RM 38/2015, l’Agenzia ha chiarito che è possibile presentare in Dogana un’unica dichiarazione di intento:

  • relativa a più operazioni di importazione;
  • fino a concorrenza del plafond utilizzabile  nell’anno di riferimento.

Pertanto, anche per le importazioni (analogamente all’acquisto di beni e servizi da soggetti nazionali), potrà essere compilato alternativamente il campo 1 ovvero il campo 2 della dichiarazione di intento, inserendo in quest’ultimo caso l’ammontare del plafond IVA che si intende utilizzare per gli acquisti senza applicazione dell’IVA nel periodo di riferimento.