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Non solo Certificazione Unica…

Il prossimo 2/03/2015 i sostituti d’imposta che hanno corrisposto nel 2014 utili o proventi equiparatcertifiedi ovvero compensi agli associati in partecipazione con apporto di capitale o misto (anche da parte di ditte individuali/società di persone), sono tenuti a rilasciare ai percipienti un’apposita certificazione delle ritenute effettuate (cd modello CUPE).  I dati riportati saranno utilizzati:

– dal percettore ai fini della compilazione del modello 730/Unico PF 2015;

– dal soggetto che ha erogato le somme ai fini della compilazione del modello 770/2015 ordinario.

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Imposta di bollo e fatture inviate a mezzo mail

Ricordiamo che la marca da bollo, nella misura di 2 euro, è dovuta su tutti i documenti di importo superiore ad euro 77,77 marca-da-bollose relativi a:

  • Operazioni escluse dall’applicazione dell’Iva ai sensi dell’art.15 Dpr 633/72;
  • Operazioni esenti Iva ai sensi dell’art.10 Dpr 633/72;
  • Operazioni fuori campo Iva per carenza dei presupposti soggettivo, oggettivo o territoriale;
  • Operazioni non imponibili ai sensi dell’art.8 lettera c Dpr 633/72 ed operazioni assimilate alle esportazioni;
  • Fatture emesse da soggetti in regime dei minimi.

Se per le fatture emesse in formato cartaceo non si pone alcun problema, la marca verrà apposto sull’originale consegnato al cliente, ci si chiede quale comportamento tenere in caso di fatture inviate a mezzo mail.

A decorrere dal 27 giugno 2014, con l’entrata in vigore del DM 17 giugno 2014, i contribuenti che utilizzano la fattura elettronica via e-mail al posto di quella cartacea, devono assolvere l’imposta con il modello F24 versando l’imposta relativa all’intero esercizio entro 120 giorni dalla chiusura dello stesso.

Tale impostazione risulta applicabile non solo alle fatture elettroniche ma anche a quelle considerate semplici documenti informatici perché spedite con modalità elettronica ma non accettate come tali dal destinatario (fatture in formato Pdf inviate a mezzo mail).

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Periti industriali: aumenta il contributo

A decorrere dall’01.01.2015 l’aliquota del contributivo integrativo  è così individuata:

  • 5% per le prestazioni effettuate nei confronti di “committenti privati”;

  • 2% per le prestazioni effettuate nei confronti di Amministrazioni pubbliche.

Si rammenta che il contributo integrativo è applicato in fattura dal perito industriale nei confronti del cliente, ed è quindi a carico di quest’ultimo. Lo stesso, come previsto dall’art. 16, DL n. 41/95 e confermato nel Regolamento EPPI:

  • concorre a formare la base imponibile IVA;

  • non è soggetto a IRPEF e pertanto non costituisce base imponibile ai fini del calcolo della ritenuta d’acconto del 20%.

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Software Certificazione Unica 2015

Con il comunicato stampa del 5 febbraio 2015 viene reso noto che è online, sul sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it), il tanto atteso software che i sostituti d’imposta dovranno utilizzare per compilare e inviare la Certificazione Unica 2015. La nuova CU – La Certificazione unica appare con una nuova grafica e arrivando a 297 campi si arricchisce di nuovi dati relativi ai familiari a carico, con una tabella che include tutte le informazioni utili all’attribuzione delle relative detrazioni, e ai professionisti, per i quali occorre il totale delle somme loro corrisposte, l’importo non soggetto a ritenuta, le spese rimborsate, i contributi previdenziali, l’imponibile e le ritenute di anni precedenti. Un’apposita sezione è anche dedicata alla gestione del bonus Irpef di 80 euro, per i dipendenti il cui reddito non supera i 26mila euro, riconosciuto ai lavoratori dipendenti e ad alcune categorie assimilate. Obbligo dell’invio telematico – Il modello, approvato lo scorso 15 gennaio dovrà essere trasmesso in via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato, all’Amministrazione finanziaria entro il 9 marzo (primo giorno lavorativo successivo alla scadenza fissata dalla norma a sabato 7 marzo). L’obbligo di trasmissione trova la propria giustificazione nel debutto del nuovo Mod. 730 precompilato che sarà messo a disposizione dei pensionati e dei lavoratori dipendenti a partire dal 15 aprile 2015. A partire dal periodo d’imposta 2014, infatti, l’Agenzia delle Entrate dovrà fornire ai contribuenti, ove possibile, la dichiarazione dei redditi (Mod. 730 precompilato) che riporterà i dati fiscali necessari per la liquidazione di eventuali imposte a debito o a credito. In proposito, l’Amministrazione finanziaria ha ritenuto opportuno incrementare la “vecchia certificazione” con ulteriori dati utili per la precompilazione del Mod. 730, inserendo, oltre agli ordinari dati anche: – i dati relativi al coniuge e familiari a carico; – i redditi corrisposti in favore di lavoratori autonomi occasionali (i cui redditi possono essere indicati nel quadro D del Modello 730); – i redditi di lavoro autonomo abituale; – altre tipologie reddituali, quali le provvigioni. Le sanzioni – È prevista una sanzione pari ad € 100,00 per ogni certificazione omessa, tardiva o errata. In ogni caso, non vengono applicate sanzioni se, in presenza di un’errata trasmissione, si provvede all’invio della corretta certificazione entro i cinque giorni successivi alla scadenza del 7 marzo (9 marzo per il 2015), ossia entro il 12 marzo (non il 14 marzo). Per espressa disposizione normativa, la sanzione di € 100,00 si applica senza la possibilità di beneficiare della c.d. “sanzione unica” derivante dal cumulo giuridico. Il software di compilazione della Certificazione Unica è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate http://www.agenziaentrate.it seguendo il percorso Home – Strumenti – Software di compilazione – Software Modelli di dichiarazione.