finanza agevolata

Contributi per progetti di R&S negli ambiti tecnologici di Horizon 2020

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In data 25 luglio 2014 è stato firmato il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese con il quale vengono individuati i termini e le modalità di presentazione delle domande per l’accesso alle agevolazioni del Fondo per la crescita sostenibile. Tali agevolazioni sono dirette a sostenere la realizzazione di progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale negli ambiti tecnologici individuati dal programma “Horizon 2020” dell’Unione europea.

Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al decreto i seguenti soggetti:
– le imprese che esercitano le attività di cui all’art. 2195 C.C., nn. 1) e 3);
– le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
– le imprese artigiane di produzione di beni di cui alla L. 8.08.1985, n. 443;
– centri di ricerca con personalità giuridica;
– organismi di ricerca.

I soggetti, alla data di presentazione della domanda, devono possedere i seguenti requisiti:
– avere una stabile organizzazione in Italia;
– essere regolarmente costituiti e iscritti nel Registro delle Imprese;
– essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposti a procedure concorsuali;
– trovarsi in regime di contabilità ordinaria;
– non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
– essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero dello Sviluppo Economico;
– non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà.

I progetti ammissibili alle agevolazioni devono prevedere la realizzazione di attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie riportate:
– tecnologie dell’informazione e della comunicazione(TIC);
– nanotecnologie;
– materiali avanzati;
– biotecnologie;
– fabbricazione e trasformazione avanzate;
– spazio;
– tecnologie volte a realizzare gli obiettivi della priorità “Sfide per la società” previste dal programma Horizon 2020.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i progetti di ricerca e sviluppo devono:
– prevedere spese ammissibili non inferiori a € 800.000,00 e non superiori a € 3.000.000,00;
– essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni e, comunque, pena la revoca, non oltre 3 mesi dalla data del decreto di concessione. Per data di avvio del progetto di ricerca e sviluppo si intende la data del primo titolo di spesa ammissibile ovvero la data di inizio attività del personale interno;
– avere una durata non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36 mesi.

Le spese e i costi ammissibili sono quelli relativi a:
– personale dipendente del soggetto proponente, o in rapporto di collaborazione con contratto a progetto, con contratto di somministrazione di lavoro, ovvero titolare di specifico assegno di ricerca, limitatamente a tecnici, ricercatori e altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività di ricerca e di sviluppo oggetto del progetto;
– strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo;
– servizi di consulenza e altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato e che non comporti elementi di collusione;
– spese generali derivanti direttamente dal progetto di ricerca e sviluppo, imputate con calcolo pro rata sulla base del rapporto tra il valore complessivo delle spese generali e il valore complessivo delle spese del personale dell’impresa;
– materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.

Le agevolazioni sono concesse, nella forma del finanziamento agevolato per una percentuale nominale delle spese ammissibili complessive articolata, in relazione alla dimensione di impresa, come segue:
– 70% per le imprese di piccola dimensione;
– 60% per le imprese di media dimensione;
– 50% per le imprese di grande dimensione.
• Il finanziamento agevolato ha una durata massima di 8 anni, oltre un periodo di preammortamento della durata massima di 3 anni decorrenti dalla data del decreto di concessione.
• Il tasso agevolato di finanziamento è pari al 20% del tasso di riferimento, vigente alla data di concessione delle agevolazioni, fissato sulla base di quello stabilito dalla Commissione Europea.

Le domande di agevolazione e la documentazione richiesta devono essere redatte e presentate in via esclusivamente telematica a partire dalle ore 10.00 del 30.09.2014, fino a esaurimento risorse.

Immobili, News

F24 Elide per i contratti di locazione

Come pagare l’imposta di registro relativa ai contratti di locazione?
Se non siete titolari di Partita Iva e fino al 31.12.2014 potrete continuare ad utilizzare il classico modello F23 presso le banche, uffici postali ed agenti della riscossione mentre, dal 01.01.2015, diventerà obbligatoria l’adozione del modello F24 Elide, già oggi obbligatorio per i titolari di partita Iva.
Ma quali sono le sezioni da compilare per registrare un contratto di locazione con il nuovo modello?
1) CODICE FISCALE e DATI ANAGRAFICI: riportare i dati del soggetto che effettua il pagamento (di solito il locatore);
2) CODICE FISCALE DEL COOBLIGATO: riportare il codice fiscale della controparte come da contratto (di solito il locatario);
3) CODICE IDENTIFICATIVO: per i contratti di locazione indicare “63”;
4) CODICE UFFICIO E CODICE ATTO: da non compilare
5) TIPO: indicare “F”
6) ELEMENTI IDENTIFICATIVI: nel caso di prima registrazione non indicare nulla, nei casi di pagamento dell’imposta per le annualità successive riportare il codice identificativo di 16 caratteri del contratto. Nel caso non foste in possesso di tale codice lo potrete così ricavare: codice ufficio (3 caratteri) + anno di registrazione (2 caratteri) + serie contratto (2 caratteri) + numero contratto (sei caratteri, se più breve mettere gli zeri necessari davanti) + sotto numero (3 caratteri, indicare tre zeri se non presente)
7) CODICE: indicare il codice tributo:
a) “1500” Imposta di registro per prima registrazione;
b) “1501” Imposta di registro per annualità successive;
c) “1502” Imposta di registro per cessioni del contratto;
d) “1503” Imposta di registro per risoluzioni del contratto;
e) “1504” Imposta di registro per proroghe del contratto;
f) “1505” Imposta di bollo;
g) “1506” Tributi speciali e compensi;
h) “1507” Sanzioni da ravvedimento per tardiva prima registrazione;
i) “1508” Interessi da ravvedimento per tardiva prima registrazione;
j) “1509” Sanzioni da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi;
k) “1510” Interessi da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi.
8) ANNO: in caso di prima registrazione indicare l’anno di stipula del contratto; nel caso di annualità successive alla prima, ovvero di cessione, risoluzione o proroga del contratto, indicare l’anno di scadenza dell’adempimento.

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L’eccedenza ACE diventa credito d’imposta

A seguito del “decreto competitività” viene introdotta la possibilità di fruire, ai fini IRAP, di un credito d’imposta proporzionale all’eccedenza ACE non utlizzata nel periodo d’imposta in luogo del riporto della stessa agli esericizi successivi. Tale credito dovrà obbligatoriamente essere ripartito in 5 quote annuali di pari importo.

Ma come si calcola il credito d’imposta? All’eccedenza ACE non utilizzata bisognerà applicare l’aliquota IRES o la propria aliquota IRPEF e dividere per 5.

Facciamo un esempio: La Beta Srl chiude l’esercizio con una perdita di euro 10.000 ed una deduzione ACE non utilizzabile di Euro 5.000. Il credito d’imposta da scomputare dall’Irap sarà pari a 5.000 x 27,5% = 1.375 euro, utilizzabili in 5 quote annue di 275 euro.